The Rhythm Before

The Rhythm Before – Il corpo segnante – @BOFF

BOFFSabato 13 Luglio alle ore 21h00 The Rhythm Before e Mani in Movimento Onlus saranno al Cineporto di Bologna  – Ex Manifattura Tabacchi – Parco 11 Settembre per la serata:

The Ryhthm Before – Il corpo segnante

Ne approfitteremo per conoscere il gruppo Hip-Hop & LIS, vederne la performance live e  fare due chiacchiere con Mani in Movimento ONLUS, l’associazione che ha reso possibile la formazione del gruppo di ballo.

Proietteremo un assaggio cinematografico del documentario in realizzazione a cui io e Andrea stiamo lavorando e parleremo dell’intero progetto, di come la comunità non udente di Torino e Genova abbia risposto con entusiasmo rendendo possibile questa avventura.

Aspettiamo voi e i vostri amici. Perché il cinema e la musica sono per tutti. Per non parlare della danza, dei segni e di un corpo che vibra.

In progress…

Dopo un mese speso a parlare e riguardare il girato di Aprile, eccoci di nuovo al lavoro. L’occasione è un invito graditissimo arrivato da Bologna. The Rhythm Before e a Mani in Movimento parteciperanno al BOFF, la Rassegna di Cinema Indipendente organizzata presso il Cineporto giunta ormai alla sua III edizione. L’appuntamento è per Sabato 13 luglio, ogni tanto fate un salto qui sopra se volete rimanere aggiornati.

Intanto io e Andrea abbiamo deciso di ripensare il trailer di The Rhythm Before (che a causa dei tempi stretti era stato chiuso di fretta) e farlo diventare un piccolo corto di 10/15 minuti. Videocamere alla mano siamo nuovamente approdati più e più volte a Genova, di cui lentamente ci stiamo innamorando. Abbiamo dei protagonisti parecchio combattivi e un’idea balzana sull’uso del suono. Tra l’altro siamo pure pieni di amici. Il cinema ci piace. Sempre e costantemente. Le persone poi, non ne parliamo. Vi lascio con una fatica del povero Ercole. (Lo zaino e tutto il resto, comprese le videocamere le ha tenute la sottoscritta).

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Hard work in a hot Genova

Un nome un segno

Che cos’è un nome-segno? Ce lo siamo fatti spiegare da Mauro (di cui a giorni caricheremo l’intervista), ma prima vi facciamo vedere quello che Shukri e i ragazzi di Mani in Movimento hanno scelto per noi. Non ci resta che impararli per bene.

Per Andrea – Filosofo

 

Per Carolina – Celeste

Il tempo che serve

Milano/Varese, non è un’autostrada. O meglio, lo è anche. Milano/Varese è uno spazio di tempo che io e Andre ci prendiamo quando dobbiamo pensare le cose da soli, ciascuno a casa sua. Rileggiamo gli appunti, pensiamo a come sviluppare questa storia di cui ci sembra di sapere tutto. Scappiamo da Torino, che ci travolge e ci tiene fuori di casa. A breve torneremo a Genova, non sappiamo ancora quando, ma dobbiamo raccogliere le testimonianze di altre ballerine (vero Francesca?) che l’ultima volta, dopo le prove, erano un po’ arraffazzonate (non sono sicura che questo termine si usi fuori da casa mia, ma si capisce) e di fretta. Ora incrociamo le agende e decidiamo quando scendere. Intanto ricordiamoci della vostra bella palestra.

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Questo documentario s’ha da fare. (Anzi lo stiamo già facendo).

Questo documentario s’ha da fare. Non importa quanto tempo ci vorrà, possiamo invecchiarci io e Andrea dietro ad un progetto come questo. Oggi ne abbiamo parlato ininterrottamente fino alle tre; poi, per fortuna, avevamo le prove di teatro. Dico per fortuna perché ad un certo punto, verso le due del pomeriggio, la situazione s’è fatta seria e abbiamo scazzato per non ricordo nemmeno cosa. Probabilmente un impegno mio che spezzava il pomeriggio di entrambi. Alla fine io ho saltato yoga e lui s’è accontentato di bere una birretta rumorosa, in una traversa di via Madama, nonostante lo sferragliamento selvaggio dei tram. Non ci piacciono i posti dove c’è troppo casino, ma a casa mia è come stare in un parcheggio dell’Autogrill. Comunque sia, il trailer l’abbiamo finito lo stesso. Mancano ancora i sottotitoli ma resta una grande grandissima anteprima.

Ethel & Justin Parade

Eccoci di nuovo a Genova per farci raccontare storie. Sono Ethel e Justin questa volta i protagonisti del nostro video, appassionati di hip-hop e non solo. Avete voglia di sentire cosa hanno da dirci?

Rhythm & LIS

È il 4 di aprile. A Genova, in un viottolo nascosto dalle parti del porto antico, c’è una piccola palestra dove Rocco insegna capoeira. La porta è chiusa. Picchiamo sul vetro col pugno, piove. Shukri fa una battuta – che è sordo? – poi però ecco Rocco che arriva, ci apre. Ha qualcosa di familiare, penso. Appena dentro il parquet è talmente liscio che io e Andrea ci leviamo le scarpe per non rovinarlo. Le ragazze salgono al piano di sopra, vanno a cambiarsi. Shukri ci saluta e le raggiunge. Poi arriva Federica, l’insegnante, e Justin il ritardatario. Sono le 17 e 30 e il corso inizia.

Ma non è capoeoira, il ritmo è quello inconfondibile dell’hip-hop e i ballerini sono udenti  e sordi, ma non si capisce chi ci sente e chi non ci sente. Ballano tutti che meglio chi peggio. C’è chi non balla proprio e se ne sta in ultima fila ad abbozzare qualche passo. Lavorano insieme ad una coreografia, ci spiega Federica, dove la lingua dei segni e il gesto hip-hop dialogano insieme. Si fondono quasi, in una danza parlata.

Shukri viene dalla danza africana, ma si vede che si diverte. Rocco è di Milano ecco cos’aveva di familiare, l’accento. Federica invece è bravissima. Parla, segna, balla, guarda. È la prima volta che io e Andrea vediamo una cosa simile, sembriamo due cretini, seduti su una panchina col collo piegato in avanti perché i berimbau appesi ci sfiorano la testa. Ci guardiamo i piedi scalzi, muoviamo le spalle in avanti –  come fa Clara – dico, un’amica che abbiamo in comune. Ci torneremo, pensiamo, ma nessuno lo dice all’altro. Non so se anche Andrea l’ha pensato proprio in quel momento. Però siamo tornati. Ogni giovedì di aprile, E abbiamo fatto bene.

(Videomakers)

Noi non abbiamo mai fatto dei video prima d’ora. È iniziato tutto con un corso a scuola ci hanno chiesto di proporre un progetto di documentario sulla danza, non un documentario vero, un teaser, un pitch. Io e Andrea ci abbiamo pensato parecchio. Il battere e il levare, la creazione di ogni musica, l’inizio dei tempi, le danze dell’amore degli uccelli di palude, la prossemica umana dell’innamoramento. No. Eravamo fuori strada. Troppo ampio, troppo saggio: a scuola volevano una storia e noi avevamo solo idee. Poi è successo qualcosa, ci siamo intestarditi, ci mancava un tassello. Non sapevamo quale ma eravamo certi della sua esistenza, come accade per la tavola periodica degli elementi di Mendeleev. Cosa lega le danze propriziatorie, le danze di caccia e raccolta al movimento del corpo? Una necessità di movimento primordiale, urgente, che non dipende dalla musica fuori ma da un ritmo interiore. Volevamo una storia di cuore.

È così che abbiamo incontrato Shukri, Chiara, Federica, Ethel, Rosanna, Mauro, Enrico, Francesca, Stefania. Per loro, il gesto iconico dell’hip-hop si raffina e diviene segno, che per un non udente è parola, comunicazione. Loro sono sordi e ballano parlando. Noi ci siamo chiesti come fosse possibile. Ci hanno raccontato di un ritmo interiore, che viene prima della musica, su cui la musica si modella.

Io e Andrea ci siamo guardati. E abbiamo pensato che per una storia come questa vale la pena imparare a filmare.

Interviste? Un gioco da ragazzi

Siamo stati a Genova, Varese, Torino. Abbiamo cercato appassionati di danza, ballerini e discotecari. Ne abbiamo trovati di udenti e non udenti. E ci siamo chiesti come, da sordi, si possa scegliere di ballare. Bene, ci siamo detti, questa gente ha delle cose da raccontarci. Andiamo ad intervistarla. Interviste? Certo bella, interviste. Insomma, un gioco da ragazzi.

The Rhythm Before

È uno spazio silenzioso per chi ama la danza, il gesto, il ritmo; è un luogo per condividere l’interiorità di una sensazione, la difficoltà di una comunicazione e l’importanza dell’ascolto. The Rhythm Before è quello che c’era prima del mondo sonoro, quel ritmo che non è in nessun luogo e che ogni uomo, da sempre, custodisce in fondo alla sua anima.